LEGGE-29-giugno-1939-n.1497

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Legge n. 1497 del 29 giugno 1939
Protezione delle bellezze naturali pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 241 del 30 giugno 1939
Art. 1
Sono soggette alla presente legge a causa del loro notevole interesse pubblico:
1. le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica;
2. le ville, i giardini e i parchi che, non contemplati dalle leggi per la tutela delle cose d’interesse
artistico o storico, si distinguono per la loro non comune bellezza;
3. i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e
tradizionale;
4. le bellezze panoramiche considerate come quadri naturali e così pure quei punti di vista o di
belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.
Art. 2.
Delle cose di cui ai nn. 1 e 2 e delle località di cui ai nn. 3 e 4 del precedente articolo sono
compilati, Provincia per Provincia, due distinti elenchi.
La compilazione di detti elenchi è affidata a una Commissione istituita in ciascuna Provincia con
decreto del Ministero per l’educazione nazionale (Ora, della pubblica istruzione).
La Commissione è presieduta da un delegato del Ministero per l’educazione nazionale l’educazione
nazionale (Ora, della pubblica istruzione), scelto preferibilmente fra i membri del Consiglio
nazionale dell’educazione, delle scienze e delle arti (superiore delle antichità e belle arti), ed è composta:
del regio Soprintendente ai monumenti competente per sede;
del Presidente dell’Ente provinciale per il turismo o di un suo delegato.
Fanno parte di diritto della Commissione:
i Podestà (= Sindaci) dei Comuni interessati;
i rappresentanti delle categorie interessate.
Il presidente della Commissione aggrega di volta in volta singoli esperti in materia mineraria o un
rappresentante della Milizia nazionale forestale (= Corpo forestale dello Stato), o un artista
designato dalla Confederazione professionisti e artisti (dalle Associazioni sindacali di categoria
degli artisti), a seconda della natura delle cose e località oggetto della presente legge.
L’elenco delle località, così compilato, e ogni variante, di mano in mano che vi s’introduca sono
pubblicati per un periodo di tre mesi all’albo di tutti i Comuni interessati della Provincia, e
depositati oltreché nelle segreterie dei Comuni stessi, presso le sedi delle Unioni (Associazioni)
provinciali dei professionisti e degli artisti, delle Unioni (Associazioni) provinciali degli agricoltori
e delle Unioni (Associazioni) provinciali degli industriali.
Art. 3.
Entro il termine di tre mesi dall’avvenuta pubblicazione, i proprietari, possessori o detentori
comunque interessati possono produrre opposizione al Ministero a mezzo della Soprintendenza.
Nello stesso termine, chiunque ritenga di avere interesse, può far pervenire, alle rispettive
organizzazioni sindacali locali, reclami e proposte in merito all’elenco, che, coordinati e riassunti ad
opera di queste saranno trasmessi al Ministero per l’educazione nazionale (della pubblica istruzione)
entro il successivo trimestre per il tramite delle Soprintendenze.
Il Ministro, esaminati gli atti, approva l’elenco, introducendovi le modificazioni che ritenga
opportune.
Art. 4.
L’elenco delle località di cui ai nn. 3 e 4 dell’art. 1, approvato dal Ministro, è Pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del Regno.
Una copia del numero della Gazzetta Ufficiale che lo contiene è affissa per tre mesi all’albo di tutti i
Comuni interessati; e altra copia, con la planimetria, è contemporaneamente depositata presso il
competente ufficio di ciascun Comune ove gli interessati hanno facoltà di prenderne visione.
Entro il successivo termine di tre mesi, i proprietari possessori o detentori interessati hanno facoltà
di ricorrere al Governo del Re che si pronuncia, sentiti i competenti corpi tecnici del Ministero per
l’educazione nazionale (della pubblica istruzione) e il Consiglio di Stato.
Tale pronuncia ha carattere di provvedimento definitivo.
Art. 5.
Delle vaste località incluse nell’elenco di cui ai nn. 3 e 4 dell’art. 1 della presente legge, il Ministro
per l’educazione nazionale (della pubblica istruzione) ha facoltà di disporre un piano territoriale
paesistico, da redigersi secondo le norme dettate dal regolamento e da approvarsi e pubblicarsi
insieme con l’elenco medesimo, al fine di impedire che le aree di quelle località siano utilizzate in
modo pregiudizievole alla bellezza panoramica.
Il detto piano se compilato successivamente alla pubblicazione dell’elenco, è pubblicato a parte
mediante affissione per un periodo di tre mesi all’albo dei Comuni interessati, e una copia di esso è
depositata nella segreteria dei Comuni stessi affinché chiunque ne possa prendere visione.
Contro il piano territoriale paesistico gli interessati di cui all’art. 3, hanno facoltà di ricorrere nel
termine e agli effetti di cui al terzo comma del precedente articolo.
Art. 6.
Sulla base dell’elenco delle cose di cui ai nn. 1 e 2 dell’art. 1, compilato dalla Commissione
provinciale, il Ministro per l’educazione nazionale (della pubblica istruzione) ordina la notificazione
in via amministrativa della dichiarazione del notevole interesse pubblico ai proprietari, possessori o
detentori, a qualsiasi titolo, degli immobili.
Tale dichiarazione trascritta a richiesta del Ministro, sui registri della Conservatoria delle ipoteche,
ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore.
Contro la dichiarazione, così notificata, è ammesso il ricorso di cui al terzo comma dell’art. 4.
Art. 7.
I proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, dell’immobile, il quale sia stato oggetto nei
pubblicati elenchi delle località, non possono distruggerlo né introdurvi modificazioni che rechino
pregiudizio a quel suo esteriore aspetto che è protetto dalla presente legge.
Essi, pertanto, debbono presentare i progetti dei lavori che vogliano intraprendere alla competente
regia Soprintendenza e astenersi dal mettervi mano sino a tanto che non ne abbiano ottenuta
l’autorizzazione.
È fatto obbligo al regio Soprintendente, di pronunciarsi sui detti progetti nel termine massimo di tre
mesi dalla loro presentazione.
Art. 8.
Indipendentemente dalla inclusione nello elenco delle località e dalla notificazione di cui all’art. 6, il
Ministro per l’educazione nazionale (della pubblica istruzione) ha facoltà:
1) di inibire che si eseguano, senza preventiva autorizzazione, lavori comunque capaci di recar
pregiudizio all’attuale stato esteriore delle cose e delle località soggette alla presente legge;
2) di ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida di cui al numero precedente, la
sospensione degli iniziati lavori.
Art. 9.
Il provvedimento ministeriale adottato ai sensi dell’articolo precedente si intende revocato se entro il
termine di tre mesi non sia stato comunicato all’interessato che la Commissione di cui all’art. 2 ha
espresso parere favorevole all’apposizione del vincolo che giustifica l’inibizione d’intraprendere
lavori o la sospensione dei lavori iniziati.
Il provvedimento stesso è considerato definitivo dal trentesimo giorno da quello della notifica
dell’approvazione all’interessato.
Art. 10.
Per lavori su cose, né precedentemente incluse nel pubblicato elenco delle località, né
precedentemente dichiarate e notificate di notevole interesse pubblico, dei quali sia stata ordinata la
sospensione, senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di cui all’art. 8 n. 1, è data azione
per ottenere il rimborso delle spese sostenute sino al momento della notificata sospensione.
Le opere già eseguite sono demolite a spese del Ministero per l’educazione nazionale (della
pubblica istruzione).
Art. 11.
Nel caso di aperture di strade e di cave, nel caso di condotte per impianti industriali e di
palificazione nell’ambito e in vista delle località di cui ai nn. 3 e 4 dell’art. 1 della presente legge,
ovvero in prossimità delle cose di cui ai nn. 1 e 2 dello stesso articolo, il regio Soprintendente ha
facoltà di prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti in corso di esecuzione, le quali,
tenendo in debito conto l’utilità economica dell’intrapreso lavoro, valgano ad evitare pregiudizio alle
cose e luoghi protetti dalla presente legge.
Art. 12.
L’approvazione dei piani regolatori o d’ampliamento dell’abitato deve essere impartita, quanto ai fini
della presente legge, di concerto con il Ministro per l’educazione nazionale (della pubblica
istruzione).
Art. 13.
I provvedimenti da adottare ai sensi della presente legge relativi ai luoghi che interessano aziende
patrimoniali del Demanio dello Stato devono essere emessi di concerto con il Ministro delle finanze
(per le partecipazioni statali).
I provvedimenti che riguardano beni compresi nell’ambito del Demanio pubblico marittimo devono
essere emessi di concerto con il Ministro per le comunicazioni (della marina mercantile) e, qualora
si riferiscano ad opere portuali, di concerto anche con il Ministro dei lavori pubblici.
I provvedimenti di carattere generale interessanti le località riconosciute stazioni di soggiorno, di
cura, di turismo a sensi del R.D.L. 15 aprile 1926, n. 765, devono essere emessi di concerto con il
Ministro della cultura popolare (per il turismo e lo spettacolo).
Tutti i provvedimenti, infine, che riguardano opere pubbliche, devono essere emessi di concerto con
le singole Amministrazioni interessate.
Art. 14.
Nell’ambito e in prossimità dei luoghi e delle cose contemplati dall’art. 1 della presente legge non
può essere autorizzata la posa in opera di cartelli o di altri mezzi di pubblicità se non previo
consenso della competente regia Soprintendenza ai monumenti o all’arte medioevale e moderna, alla
quale è fatto obbligo di interpellare l’Ente provinciale per il turismo.
Il Ministro per l’educazione nazionale (della pubblica istruzione) ha facoltà di ordinare per mezzo
del Prefetto, la rimozione, a cura e spese degli interessati, dei cartelli e degli altri mezzi di
pubblicità non preventivamente autorizzati che rechino, comunque, pregiudizio all’aspetto o al
libero godimento delle cose e località soggette alla presente legge.
È anche facoltà del Ministro ordinare per mezzo del Prefetto che nelle località di cui ai nn. 3 e 4
dell’art. 1 della presente legge, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui colore rechi disturbo alla
bellezza dell’insieme, un diverso colore che con quella armonizzi.
In caso di inadempienza, il Prefetto provvede all’esecuzione d’ufficio à termini e agli effetti di cui
all’art. 20 del vigente T.U. della legge comunale e provinciale.
Art. 15.
Indipendentemente dalle sanzioni comminate dal codice penale, chi non ottempera agli obblighi e
agli ordini di cui alla presente legge è tenuto, secondo che il Ministero per l’educazione nazionale
(della pubblica istruzione) ritenga più opportuno, nell’interesse della protezione delle bellezze
naturali e panoramiche, alla demolizione a proprie spese delle opere abusivamente eseguite o al
pagamento di una indennità equivalente alla maggiore somma tra il danno arrecato e il profitto
conseguito mediante la commessa trasgressione.
Se il trasgressore non provvede alla demolizione entro il termine prefissogli ha facoltà di
provvedere d’ufficio il Ministero per l’educazione nazionale (della pubblica istruzione), per mezzo
del Prefetto. La nota delle spese è resa esecutoria con provvedimento del Ministro ed è riscossa
secondo le norme della vigente legge sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato.
L’indennità di cui al primo comma è determinata dal Ministro per l’educazione nazionale (della
pubblica istruzione) in base a perizia degli uffici del Genio civile o della Milizia forestale (Corpo
forestale dello stato) assistiti dal regio Soprintendente.
Se il trasgressore non accetta la misura fissata dal Ministro l’indennità è determinata
insindacabilmente da un collegio di tre periti da nominarsi uno dal Ministro, l’altro dal trasgressore
e il terzo dal Presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal trasgressore.
Il provvedimento emesso dal Ministro ai sensi del terzo comma di questo articolo è esecutivo
quando l’interessato abbia dato la sua adesione in iscritto, o quando entro tre mesi dalla
notificazione, egli non abbia aderito né, facendo il prescritto deposito delle spese, abbia dichiarato
di voler provocare il giudizio del collegio peritale.
Il provvedimento emesso dal Ministro in seguito alla pronuncia del collegio dei periti è
immediatamente esecutivo.
L’indennità, comunque determinata, è riscossa nei modi di cui al comma 2° di questo articolo
affluisce a uno speciale capitolo del bilancio di entrata dello Stato.
Art. 16.
Non è dovuto indennizzo per i vincoli imposti agli immobili di proprietà privata a norma dei
precedenti articoli.
Tuttavia, nei soli casi di divieto assoluto di costruzione sopra aree da considerarsi come fabbricabili,
potrà essere concesso, previa perizia estimativa dell’Ufficio tecnico erariale, uno speciale contributo
nei limiti della somma da stanziarsi in apposito capitolo dello stato di previsione delle spese
dell’educazione nazionale (della pubblica istruzione), in relazione al gettito dei proventi di cui
all’art. 15 della presente legge, secondo le modalità stabilite dal regolamento.
Allo stesso capitolo vanno imputate le spese inerenti alla protezione delle cose o località di cui
all’art. 1, comprese quelle per commissioni, missioni o sopralluoghi ed esclusi i premi di operosità e
rendimento.
Art. 17.
Se l’imposizione del vincolo a termini della presente legge, determina un’effettiva riduzione del
reddito degli immobili, il possessore può richiedere la variazione dell’estimo dei terreni ai sensi
dell’art. 43 del testo unico delle leggi sul nuovo catasto approvato con regio decreto 8 ottobre 1931,
n. 1572, ancorché nel Comune sia in vigore il vecchio catasto, ovvero la revisione parziale del
reddito dei fabbricati ai sensi dell’art. 21 della legge 26 gennaio 1865, n. 2136, e dell’art. 10 della
legge 11 luglio 1889, n. 6214, sempreché ricorrano gli estremi Previsti dalle disposizioni medesime.
Art. 18.
Le notifiche d’importante interesse pubblico delle bellezze naturali o panoramiche, eseguite in base
alla L. 11 giugno 1922, n. 778, sono da considerare valide a tutti gli effetti della presente legge.
Art. 19.
La L. 11 giugno 1922, n. 778, e ogni altra disposizione che sia in contrasto con quelle della presente
legge, sono abrogate.

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